Della Libia e di altre Rivoluzioni di L.Mortara

Pubblicato il da giornaleproletariogarfagnino

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La rivoluzione mondiale s’è desta. Partita dalla Tunisia è rimbalzata in Egitto propagandosi rapidamente in mezzo mondo arabo. È però in Libia, con l’intervento diretto della Nato, che la sua marcia si è complicata, rendendo difficile la sua decifrazione. Non stupisce quindi che proprio sulla Libia i comunisti abbiano cominciato a beccarsi sulla posizione da prendere. Non è assolutamente un compito facile e, chi scrive, non ha certo la pretesa di stabilire con certezza assoluta quale sia il campo da prendere, ma crede sia suo dovere dare qualche dritta per contribuire a fare meno errori possibile.

Quello che è certo è che la rivolta scoppiata a Bengasi ha illuso molti di noi, me compreso, che fosse una cosa da niente liquidare Gheddafi. Quando poi la rivolta si è arenata, alla sottovalutazione del Rais, ha fatto immediatamente seguito la sua sopravvalutazione. Sembrava quasi che laprimavera araba, con la riconquista di Bengasi, fosse praticamente finita. Invece la rivoluzione ha ripreso la marcia e oggi anche se non sappiamo che fiori metterà, sappiamo almeno che non è finita. Perciò, per ora, invece della fine della primavera araba, cominciamo a registrare l’autunno del patriarca libico!

 

Di Lorenzo Mortara

 


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