GIU’ LE MANI DALLA BREDA. LA BREDA E’ DEI LAVORATORI.

Pubblicato il da giornaleproletariogarfagnino

images--14-.jpg

 

Continua la lotta del PCL a fianco dei lavoratori Breda, riceviamo e pubblichiamo

 

 

GIU’ LE MANI DALLA BREDA. LA BREDA E’ DEI LAVORATORI.

 

La vicenda della AnsaldoBreda, e dello storico stabilimento di Pistoia, va inserita all’interno di un contesto di estrema precarietà degli assetti industriali in Italia, che si riflette in maniera pesante sulla occupazione e sulle condizioni di vita dei lavoratori.

            Questa situazione, originata soprattutto – ma non solo – dalla grande crisi del sistema capitalistico, è aggravata dalla speculazione finanziaria, figlia di quel sistema, che, in un rapporto dialettico di causa/effetto, si ripercuote in maniera estremamente negativa sul sistema produttivo.

            In questo contesto, i lavoratori della Breda di Pistoia, si trovano costretti a dover difendere la loro fabbrica e il loro posto di lavoro, chiedendo alle Istituzioni una serie di interventi finalizzati ad assicurare un futuro che rispetti e che tenga conto delle loro più che legittime aspettative.

            Ma come possono queste Istituzioni operare in quella direzione, con i fatti e non con le parole, quando tutte le forze politiche, sia di centrodestra che di centrosinistra, ognuna di loro a suo modo e secondo i propri interessi, si affannano a convincere i cittadini e soprattutto i lavoratori che bisogna fare grandi sacrifici per onorare il debito con gli strozzini. Anche a sinistra, il dibattito politico è incentrato su «chi deve pagare di più e chi deve pagare di meno». Non si mette in discussione «il pagare» – che viene dato come scontato, e non dovrebbe –, ma soltanto «chi e come» deve pagare. Sono tutti al lavoro per racimolare quantità enormi di risorse per continuare, in pratica, a sovvenzionare e tutelare il sistema bancario, a scapito del lavoro, della ricerca, dell’istruzione, della sanità, ecc.  

In queste condizioni è credibile una risposta positiva e soprattutto concretamente risolutiva del problema AnsaldoBreda, da parte di quegli interlocutori?

Noi crediamo assolutamente e convintamente di no!

Uno dei motivi è che Finmeccanica non ritiene strategico il settore ferroviario, a differenza del settore militare dove, per esempio, in Toscana è presente a Campi Bisenzio – con la Galileo Avionica –, a Firenze – con la Selex Elsag – e a Livorno – con la Wass (siluri subacquei).

E se si considera che l’azionista di maggioranza di Finmeccanica è il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Tesoro), è logico dedurre che le risorse messe a disposizione per gli investimenti, poche o molte che siano, vengano indirizzate in quel settore.

Un altro motivo è rappresentato dal fatto che sono anni ormai che il sistema politico fa delle privatizzazioni in ogni settore, anche strategico, uno degli assi portanti delle politiche economiche messe in atto da qualunque Governo. A conferma di ciò, ricordiamo che in recenti dichiarazioni alcuni esponenti politico-istituzionali locali, non si sono espressi «pregiudizialmente» in maniera contraria all’ipotesi di vendita di aziende strategiche come la AnsaldoBreda; e che, in alcuni casi e autorevolmente, ci sono state esplicite prese di posizione nettamente a favore di tali scelte.

E allora noi diciamo ai lavoratori della Breda che non bisogna, o quantomeno, non è sufficiente «chiedere» alle Istituzioni di convincere Orsi a rinunciare all’ipotesi di vendita o a qualunque altra soluzione che veda la AnsaldoBreda oggetto di ridimensionamento; ma bisogna «imporre» per prima cosa al nuovo AD  Manfellotto, come minimo, il rispetto dell’accordo del 4 marzo 2010, e a Finmeccanica di  potenziare, anziché dismettere, quel settore che in tutto il mondo è ritenuto strategico e di cui AnsaldoBreda, e tanto più lo stabilimento di Pistoia, ne rappresentano storicamente l’eccellenza.

            Il Partito Comunista dei Lavoratori, e personalmente il suo portavoce Marco Ferrando, si schierano apertamente a sostegno di qualunque lotta i lavoratori della Breda vorranno intraprendere in difesa della loro fabbrica, del loro posto di lavoro e delle loro più che legittime rivendicazioni.

            Per il Partito Comunista dei Lavoratori anche questa lotta deve entrare a far parte di quella battaglia di più ampia portata, volta alla difesa della classe operaia e del proletariato in generale. Una battaglia che rovesci completamente le priorità dell’attuale agenda politica, di cui tutte le forze di centrodestra come di centrosinistra si fanno garanti. Una battaglia che punti ad una sollevazione di massa per abbattere, insieme a Berlusconi, anche tutto il sistema politico borghese che, i fatti lo dimostrano con chiara evidenza, in cambio di sacrifici sempre più pesanti, sanno offrire solo lacrime e sangue e un futuro sempre più incerto.

            Giù le mani dalla Breda. Le fabbriche sono di chi ci lavora, non di chi vuole lucrare sulle loro spalle e irridere alla loro dignità.

Siano i lavoratori a decidere e a gestire il loro futuro.

 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – PISTOIA 

Commenta il post