Il Sessantotto Giapponese (prima parte) di Andrè Siciliani

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IL SESSANTOTTO GIAPPONESE

 

 

  DALL' AMERICA LA CONTESTAZIONE ALLE NEFANDEZZE DEL CAPITALISMO DI PROPAGA NEI CINQUE CONTINENTI

 

Con il termine il "sessantotto"si vuole indicare un movimento sociale e politico che ha visto come protagonisti gli operai e gli studenti uniti all' insegna della lotta all' ideologia, all' epoca(il 1968 per l' appunto) dominante, che si basava sulla concezione mercantile della vita e del mondo facendo assumere al denaro e al mercato capitalista una centralità assoluta.

Nelle scuole gli studenti contestavano i pregiudizi della vecchia classe insegnante formatasi sul modello fascista, contrastavano la cultura ufficiale nozionistica ed il sistema scolastico classista che prevedeva l' accesso alle scuole medie superiori ed all' università in funzione del portafoglio della propria famiglia di appartenenza.

Nelle fabbriche gli operai rifiutavano l' organizzazione del lavoro ed i principi dello sviluppo capitalistico che mettevano in primo piano il profitto a discapito dell' elemento umano.

Nelle famiglie i giovani contestavano a parole e nei fatti l' organizzazione autoritaria delle stesse dove i genitori ed, in particolare, il padre decideva sulle scelte scolastiche e lavorative dei giovani. Grandi protagoniste nella critica al conformismo della famiglia patriarcale furono le donne che diedero vita al movimento di liberazione sessuale ed al cosidetto femminismo.

Questo vastissimo movimento che al suo culmine attraversò tutti e cinque i continenti si sviluppò nella metà degli anni sessanta negli Stati Uniti, prima con l' opposizione all' intervento militare americano in Vietnam,portata avanti dal movimento Hippy-"figli dei fiori"- e successivamente con la saldatura con le battaglie dei neri per il riconoscimento dei loro diritti civili e per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Nel giro di pochissimi anni il movimento contagiò tutta l' Europa Occidentale ed il suo apice in Francia(con il Maggio Francese) e in Italia. Fu un grande movimento di massa che generò anche un lessico, un abbigliamento,modi di dire e di fare, modelli e miti. Tra i modelli miti dei sessantottini occidentali dobbiamo annoverare Ho Chi Minh e Mao-Tze tung simboli rispettivamente della lotta anti-imperialista e della rivoluzione culturale maoista, vista a torto, come un' esempio di rivoluzione anti-autoritaria.

Ma la figura che ancora oggi si staglia nitida nel pantheon rivoluzionario e senz' altro quella di Ernesto Che Guevara, il cui slancio rivoluzionario e la sua terribile fine per ordine degli imperialisti ancora oggi entusiasma e scalda i cuori di chi ambisce ad una nuova società libera dalle leggi del profitto e del mercato capitalistico.


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