Il Sessantotto Giapponese (terza parte) di Andrè Siciliani

Pubblicato il da giornaleproletariogarfagnino

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UN DECENNIO DI REPRESSIONE E DI ATTACCHI ALLA LIBERTA' DI INSEGNAMENTO

In questo contesto si colloca la nascita della nuova sinistra in Giappone, nascita che precede di un decennio il Sessantotto. Nel 1958, il ministero dell'Educazione intraprese un'azione repressiva contro gli insegnanti del sindacato Nikkyoso, che lottavano contro l'autoritarismo e la limitazione delle libertà nella scuola. In difesa degli insegnanti si schierarono soltanto le organizzazioni studentesche, mentre il partito comunista e i sindacati di categoria si astennero dal conflitto.

Dopo la rottura della sinistra giovanile e più radicale con il partito comunista, un più forte radicamento dei gruppi studenteschi conferì rinnovato slancio alla lega nazionale degli studenti (Zengakuren), la quale individuava nel processo di riorganizzazione autoritaria del capitalismo giapponese e nella sua alleanza con l'imperialismo americano i principali ostacoli a una sostanziale democratizzazione della società giapponese.Tra questi movimenti c' era anche il Comitato centrale della Lega Comunista rivoluzionaria del Giappone(Chukaku ha) che è nata nel 1957 in seguito ad unione tra i trotskisti del PCG che erano stati espulsi dal PCG stalinizzato,in seguito alla condanna che hanno fatto sull' invasione sovietica in Ungheria, e la Lega trotskista del giappone,movimento nato nel 1954.Questo movimento,guidato nei primi anni dalla filosofa e scrittrice Kuroda Kan'Ichi,riesce a conquistare l' egemonia all' interno della sinistra studentesca, sconfiggendo tra il 1958 e il 1959 i gruppi stalinisti e maoisti che, a differenza degli stalinisti ed dei maoisti occidentali, da sempre maggioranza nel movimento studentesco dei vari paesi occidentali, saranno da quel momento minoranza nel movimento studentesco giapponese,in seguito alla sconfitta subita tra il 1958 e il 1959.Questa organizzazione(che in futuro subirà scissioni,tra cui quella la prima e quella più importante,del Kakumaru Ha(lega comunista rivoluzionaria del Giappone fazione marxista,nata nel 1963,un tempo vicina alla Lega di spartaco e oggi vicina alla Fazione trotskista internazionale e da sempre acerrimo rivale del Chukaku Ha)crerà anche una sorta di "braccio armato" noto come Esercito Rivoluzionario del Popolo.

 

Si sviluppa così tra il 1959 e il 1960 la lotta contro la firma del nuovo Trattato con gli Stati Uniti. Ci furono battaglie e manifestazioni studentesche contro questo trattato che culminarono con la morte di una studentessa.Perduta questa battaglia, il movimento subisce scissioni e abbandoni, ma la Zengakuren, senza rinunciare alla centralità della tematica antimperialista (nella seconda metà degli anni '60 si intensifica la mobilitazione contro la compromissione del governo di Tokyo nella guerra del Vietnam) cerca di saldare la sua lotta alle contraddizioni che percorrono la società giapponese: denuncia, pionieristicamente, i danni provocati all'ambiente dall'inquinamento industriale, appoggia la protesta dei contadini di Narita, espropriati per la costruzione del nuovo aeroporto internazionale di Tokyo. Queste tematiche innerveranno, insieme alla mobilitazione antimperialista, il sessantotto giapponese.

In gennaio violenti scontri tra studenti e polizia, prima a Tokyo e poi a Sasebo, accolgono l'arrivo della portaerei nucleare americana Enterprise.Gli Zengakuren assediano la base statunitense e un gruppo riesce addirittura a penetrarvi. La Enterprise getta l'ancora al largo della costa giapponese.

In marzo l'epicentro di furiosi scontri tra studenti e polizia diventa l'aeroporto in costruzione di Narita, mentre dilaga il movimento contro l'intervento Usa in Vietnam. Il Giappone è un'immediata retrovia dell'invasione. Dalla base di Okinawa decollano i B52 americani, carichi di bombe destinate al Vietnam del nord. In febbraio, una manifestazione studentesca davanti alla base di Okinawa era sfociata in violenti scontri con la polizia.

Solo nella tarda primavera, conservando, tuttavia, la sua fortissima connotazione politica generale, alimentata dall'escalation della guerra americana in Vietnam, la contestazione investe massicciamente scuole e università, determinando una tumultuosa crescita del movimento.

I gruppi già organizzati di studenti chiamano alla lotta i loro compagni contro l'aumento delle costosissime tasse scolastiche, contro un'organizzazione della didattica e della ricerca interamente asservita alla logica del sistema e ai rigidi valori del capitalismo nipponico, contro la dura selezione che regola l'accesso all'università (una poderosa barriera di classe): l'iscrizione a un'università prestigiosa consente infatti un inserimento al più alto livello nel mondo del lavoro, ma per accedervi occorre che lo studente si prepari spesso per uno o due anni dopo il liceo. E soprattutto che disponga dei mezzi per farlo.

La protesta e le occupazioni dilagano e nasce lo Zenkyoto (Comitato di lotta interfacoltà), al quale aderiscono ricercatori, assistenti, personale non docente e alcuni professori di oltre duecento università. Il fronte si amplia e in estate riprendono con vigore le manifestazioni per il Vietnam in tutto il paese, con scontri, arresti e feriti.

Il culmine sarà raggiunto alla fine di ottobre con un vero e proprio "assalto a Tokyo". Il movimento degli studenti, ai quali questa volta si uniscono anche gli operai, attacca il parlamento, l'ambasciata americana, la sede della polizia e la stazione ferroviaria di Shinjuku, simbolo del sistema, dove transita ogni giorno oltre un milione di persone, che viene occupata.

Le manifestazioni si svolgono in più di trecento località giapponesi.

 

Dopo tre giorni di violentissima guerriglia urbana la polizia ha ragione dei dimostranti e gli studenti sono costretti a ritirarsi nelle università. A metà gennaio del 1969 cadrà l'ultimo bastione ancora in mano al movimento, l'università di Tokyo. Da quel momento inizia la lenta ma inesorabile "ricomposizione" della società giapponese,seppur gli studenti e la Lega Comunista Rivoluzionaria Giapponese(Chukaku-ha), la piu' grande organizzazione trotskista giapponese,egemone del movimento studentesco giapponese e che negli anni 90' diventerà un' organizzazione pablista e semi riformista con le tesi di maggio del 1991,che dicevano che il Chukaku Ha doveva rinunciare alla rivoluzione, continueranno a lottare,oltre al Kakumaru Ha contro il governo fino alla meta' degli anni 80',avendo scontri sia con la polizia per la costruzione dell' aereoporto di Narita e per la sua estensione nella metà degli anni ottanta(tanto che nel 1984 si ebbero scontri tra la polizia e il Chukaku Ha sotto la sede del Partito Liberal democratico,partito al governo dal 1955 al 2009,con lanci di molotov da parte dei militanti del Chukaku Ha),che chiedeva uno sfratto degli abitanti della zona e contro la sua espansione e sia con altri gruppi di sinistra(primo fra tutti i nemici giurati del Kakumaru ha), mentre alcuni studenti maoisti(minoranza del movimento insieme agli stalinisti)fonderanno l' Armata Rossa Giapponese,gruppo terroristico,che faceva propria la strategia piccolo-borghese della lotta armata come il surrogato del radicamento nella classe operaia,con a capo Fusako Shingenobu,insomma una sorta di BR giapponesi.

 

L'azione repressiva della burocrazia sarà pesantissima e sistematica. Nel solo 1969 il ministero dell'Educazione chiederà oltre 350 interventi delle forze di polizia contro università "in agitazione". Negli anni seguenti il consenso verrà abilmente riorganizzato intorno a obiettivi nazionali (primi fra tutti, l'ascesa capitalista economica del Giappone fondata sul basso salario e sul pesante sfruttamento dei lavoratori nipponici, e le sue brillanti prestazioni tecnologiche) riconducendo la maggioranza dei cittadini agli stereotipi dell'"armonia sociale" e a una disciplina produttiva divenuta proverbiale. I sentimenti antiamericani prenderanno la strada della competizione capitalistica e il dissenso sconterà un fortissimo isolamento.

 

ANDRE' SICILIANI

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