Il vero volto della Comunità Europea: da Hitler a Hitler di Stefano zacchinelli

Pubblicato il da giornaleproletariogarfagnino

UE-svastica

 

 

1. Parlare del processo di integrazione europea è di certo un compito non semplice, che richiede un attento studio dei processi politici e sociali che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea. Quindi è necessario dire, almeno a livello introduttivo, che furono gli Stati Uniti a finanziare, versando circa 50 milioni di dollari a tutti i movimenti europeisti, questo processo di integrazione.

Una Europa debole e asservita all’imperialismo più forte, era un modo per frenare dall’altra parte, una possibile espansione dell’Assolutismo Burocratico sovietico.

Cerchiamo di fissare le coordinate che porteranno alla nascita dell’ipotetico ‘’Stato unico europeo’’ e (solo molto poi!) potenziale imperialismo europeo. L’approvazione del ‘’Piano Marshall’’ voleva dare un doppio colpo micidiale ai partiti comunisti: 1) mantenere in vita le aziende che rischiavano di fallire, e quindi le multinazionali americane potevano continuare a fare affari in Europa; 2) attraverso lo ‘’Stato sociale’’ creare un tenore di vita relativamente buono, congelando le rivendicazioni sociali.

Operazione complessa, cito un passaggio chiave: per fare questo gli Usa si affidarono a Franck Wisner Jr, ex agente dell’OSS, incaricato di portare avanti una ‘’guerra psicologica anticomunista’’.

Nel 1956 l’Europa era secondo gli strateghi Usa, un baluardo nella lotta al comunismo; correggiamo: nel ’56, l’Europa era un baluardo (imbevuto di ideologia anticomunista) nella lotta all’Urss, regime burocratico ma, di certo, lontano dal socialismo.

Già all’epoca le parole, i termini (si noti: contenimento, pluralismo, dittatura), avevano un significato importantissimo.

 

2. Vediamo i principali movimenti europeisti, che, nella lotta frontale ai comunisti, si vennero a creare nell’immediato dopoguerra.

Churchill, il vecchio mafioso filo-fascista, il 19 settembre 1946 a Zurigo cerca di mettere in piedi un asse Inghilterra, Francia, Germania. Nel maggio 1948 ‘’il loro’’ crea il Movimento Europeo, di cui diviene presidente onorario insieme ad Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Paul Henri Spaak, e il ‘’socialista’’ (chiedo perdono!) massone Leon Blum.

Un altro uomo della massoneria regolare, Altiero Spinelli, fondò, nel ’43, il Movimento dei Federalisti Europei.

La CIA sostiene questi movimenti in modo molto sporco: dal ’49 al ’51 versa una somma pari a 5 milioni di euro, fondi speciali concessi dal Dipartimento di Stato Usa. Ma non finisce qui: fino al 1953 la cifra sale a 15 milioni di euro. Ormai era chiaro che lo Stato unico europeo doveva essere un cuscinetto, a parole, contro l’espansionismo sovietico (contenere cosa?), ma nei fatti è stato la ‘’porta area’’ dell’imperialismo yankee nell’esercitare la sua egemonia nel mondo unipolare.

Nel 1956 Jean Monnet si vede versare, dalla Fondazione Ford, una somma pari a 150 milioni di euro, somma che poi verrà girata ad Henri Rieben, professore di Losanna, per fondare un Centro di ricerche europeo.

Queste sono alcune tappe importanti, esposte in estrema sintesi. Adesso elencherò i passaggi principali, quelli più conosciuti, che hanno portato alla svolta, recentissima di Lisbona.

 

3. Nel 1957 con il Trattato di Roma nasce la Comunità Economia Europea (CEE), che nel 1967 diventa Comunità Europea.

Nel 1979 si cercò di dargli un contenuto politico, da marxista direi assestamento sovrastrutturale, e si elesse il primo Parlamento Europeo. Adesso abbiamo un punto di svolta, e prima di trattare il problema del Trattato di Lisbona dovrò ritornare su quello che è successo in questi anni: nel 1993 con il Trattato di Maastricht inizia ad essere smantellato lo stato sociale; si stabilisce l’approvazione, nel 2002, della moneta unica europea. L’Europa con le Commissioni e il Consiglio Europeo ha già il suo governo sovranazionale, mentre la Corte di Giustizia funge da magistratura internazionale. Muta tutta la sovrastruttura politica degli stati, in una chiara direzione socio-economica: si gettano le basi per la nascita di un imperialismo contrapposto (o in modo alterno alleato) a quello yankee. Ritorniamo ora al 1993, per poi fare qualche passetto indietro.

 

4. Nel 1993 nasce ufficialmente Transparency International a Berlino, fondata da Peter Eigen. Come già detto (ad esempio nell’articolo-saggio sui neoconservatori yankee) le fasi che porteranno alla sua nascita sono, principalmente, tre: 1) fase di incubazione 1984-1989; 2) fase organizzativa 1989-1993; e poi dal 1993 diventa operativa.

A monte di ciò ci sono gli incontri fra Filippo Duca di Edimburgo con i massimi esponenti delle tre religioni monoteiste (cattolicesimo, ebraismo, islamismo), nel tentativo di ‘’moralizzare l’economia’’.

Eigen in un suo saggio del 1996 ‘’Combattere la corruzione’’ racconta che deve essere la Banca Mondiale del Commercio a combattere la corruzione come nemica del buon governo. Tutto questo, però, deve avere un ampio sostegno sociale, quindi è bene creare grossi movimenti popolari che promuovano tutto ciò. Si gettano le basi per le ‘’rivoluzioni colorate’’ che gli Usa e l’Unione Europea utilizzeranno contro i governi che non privatizzano le risorse.

La lotta per la ‘’trasparenza’’ passa, secondo Eigen, attraverso un ‘’legale’’ colpo di stato: i capi degli ‘’stati canaglia’’ vengono screditati, e i ‘’movimenti colorati’’ in nome di democrazia e libertà, chiedono la svendita dell’industria nazionale. Insomma Eigen sta all’imperialismo europeo come Samuel Huntington sta all’imperialismo yankee: interessante notare come alla base del pensiero di entrambi, ci sia il pensiero del giurista nazista Carl Schmitt.

La moralizzazione dell’economia trova una facile lettura anche davanti l’enciclica di Karol Woytila in ricordo dei cento anni dalla Rerum Novarum di Leone XIII; nel 1991 Woytila scrive questa enciclica, dove, in nome di una economia sociale di mercato, attacca frontalmente il socialismo. 1

Dal testo dell’enciclica (solo per fare un esempio) si legge:

 

‘’ Inoltre, la società e lo Stato devono assicurare livelli salariali adeguati al mantenimento del lavoratore e della sua famiglia, inclusa una certa capacità di risparmio. Ciò richiede sforzi per dare ai lavoratori cognizioni e attitudini sempre migliori e tali da rendere il loro lavoro più qualificato e produttivo; ma richiede anche un'assidua sorveglianza ed adeguate misure legislative per stroncare fenomeni vergognosi di sfruttamento, soprattutto a danno dei lavoratori più deboli, immigrati o marginali. Decisivo in questo settore è il ruolo dei sindacati, che contrattano i minimi salariali e le condizioni di lavoro’’.

 

E ancora:

 

‘’Infine, bisogna garantire il rispetto di orari «umani» di lavoro e di riposo, oltre che il diritto di esprimere la propria personalità sul luogo di lavoro, senza essere violati in alcun modo nella propria coscienza o nella propria dignità. Anche qui è da richiamare il ruolo dei sindacati non solo come strumenti di contrattazione, ma anche come «luoghi» di espressione della personalità dei lavoratori: essi servono allo sviluppo di un'autentica cultura del lavoro ed aiutano i lavoratori a partecipare in modo pienamente umano alla vita dell'azienda’’.

 

Penso che l’ultimo passaggio, prima di tentare di mettere su un blocco imperialistico continentale, passi attraverso questa ripresa strisciante del rotarismo delle origini (abbiamo visto l’influenza decisiva delle logge franco-tedesche), forte dell’ideologia fabiana, ''socialisteggiante'' e violentemente anti-marxista.

Adesso dirò qualcosa su quello che per me è l'atto consacrante: il Trattato di Lisbona.

 

5. Il Trattato di Lisbona è un tentativo di assestamento sovrastrutturale forte, dato che si tratta della prima Costituzione Europea. E’ un testo lungo la bellezza di 2800 pagine, che nessun giurista o politologo si è preso la briga di spiegare. Cerco di essere più preciso.

Il Trattato di Lisbona non è propriamente una Costituzione, mancando la ‘’ratifica’’ popolare, ma ha tutti i poteri di una Costituzione. Il testo è estremamente complesso, pieno di termini tecnici e inaccessibili ai non addetti ai lavori. In Italia è stato ratificato, all’insaputa di tutti, l’8 agosto 2008, mentre in Europa abbiamo avuto una eccezione per l’Irlanda, dove ci fu un referendum popolare che, inizialmente bocciò il Trattato. Questo ‘’trattato’’ porta alla massima realizzazione il disegno di Eigen: ci sarà, quindi, un nuovo governo sovranazionale a cui dovranno attenersi gli stati membri. La Commissione, che poi ha una ramificazione burocratica oggettivamente complessa, e il Consiglio saranno l’esecutivo, il Parlamento non avrà nessun potere effettivo, e la Corte di giustizia si premurerà, tramite sentenze vincolanti, l’esecuzione delle direttive.

La nuova Unione avrà frontiere esterne, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare nei nostri territori. Insomma si pongono le basi per la precarizzazione del processo produttivo.

Ancora due parole sulla nuova macchina burocratica: le leggi verranno emanate da Commissioni e Consiglio, mentre il Parlamento, di fatto, non ha nessun compito. Il Trattato stabilisce che se i parlamentari vorranno contestare una legge, dovranno ottenere una maggioranza qualificata nel Consiglio dei Ministri e una maggioranza assoluta dei deputati. Interessante come dietro lo stato borghese-liberale si allunga sempre di più l’ombra della svastica.

Un’altra cosa: il Principio di Sussidiarietà. Nel caso ci sia confusione fra gli organi della UE su chi deve eseguire un compito, in questo caso si fa riferimento all’organo che garantisce maggiore efficienza, e quindi il Consiglio dei Ministri.

 

6. In campo internazionale si stabilisce la cittadinanza europea, e si inizia a creare un esercito europeo, attraverso il ricorso alle società per azioni. Secondo me, è chiaro che siamo davanti ad un blocco imperialista continentale.

In Francia questa ‘’costituzione’’ fu bocciata nel 2005 perché ritenuta ‘’socialmente frigida’’. Per dirla tutta uno dei suoi principi fu ‘’libera concorrenza senza distorsioni’’, interpretiamo la neo-lingua: pluralismo nel mercato, carta bianca alle multinazionali, schiacciamo i diritti dei lavoratori. Il Trattato, ad esempio, aumenta la produzione agricola, sovvenzionata con un miliardo di euro al giorno, ma non tutela i diritti dei braccianti. La sanità pubblica viene totalmente distrutta, e i diritti dei pazienti vengono inseriti fra le normative per il funzionamento del Mercato Interno. Cosa c’entra la sanità con il mercato? Mercificazione dei corpi? Ormai la svastica si vede chiaramente. Il Trattato non prevede nessun modo per finanziare il Capitolo Sociale, e la Banca Centrale Europea può imporre a tutti la stabilità dei prezzi contro la piena occupazione.

Per finire: il sistema giudiziario. Il Trattato adotta la Carta dei diritti Fondamentali che verrà imposta a tutti gli stati membri dell’unione. L’organo che interpreta questa carta è la Corte di Giustizia che ha sede a Lussemburgo. Ora – e qui è chiara la bestialità della macchina imperialistica – chi elegge questi giudici? Semplice, li eleggono i governi, mettendo in chiaro la brutale coercizione del nuovo nazismo comunitario.

 

7. Insomma, tirando le somme, per ciò che riguarda il potere politico abbiamo un potenziamento dei vecchi apparati burocratici, che ben si possono spiegare con l’analisi leniniana dello Stato:

 

‘’ L'onnipotenza della "ricchezza" è, in una repubblica democratica, tanto più sicura in quanto non dipende da un cattivo involucro politico del capitalismo. La repubblica democratica è il migliore involucro politico possibile per il capitalismo; per questo il capitale, dopo essersi impadronito (grazie ai Palcinski, ai Cernov, agli Tsereteli e consorti) di questo involucro - che è il migliore - fonda il suo potere in modo talmente saldo, talmente sicuro, che nessun cambiamento, né di persone, né di istituzioni, né di partiti nell'ambito della repubblica democratica borghese può scuoterlo’’. (Lenin ‘’Stato e rivoluzione’’)

 

Mentre, da un punto di vista socio-economico, il passaggio dal fordismo al post-fordismo (fine della piena occupazione), comporta una nuova egemonia culturale, ben compresa da Debord:

 

‘’ Il détournement è il contrario della citazione, dell’autorità te­orica sempre falsificata per il solo fatto di essere divenuta citazione; frammento strappato al suo contesto, al suo movi­mento, e infine alla sua epoca come riferimento globale e all’opzione precisa che era all’interno di quel riferimento, esattamente riconosciuta o erronea. Il détournement è il lin­guaggio fluido dell’anti-ideologia. Esso si manifesta nella comunicazione che sa che non può pretendere di detenere al­cuna garanzia in sé e definitivamente. Esso è, nel suo punto più alto, il linguaggio che non può essere confermato da nes­sun riferimento antico e sovra-critico. È al contrario la pro­pria coerenza, in sé stesso e con i fatti praticabili, che può confermare l’antico nucleo di verità che esso richiama. Il détournement non ha fondato la sua causa su niente di esterno alla propria verità come critica presente’’. (Guy Debord ‘’La società dello spettacolo’’)

 

Difficile dare una chiara idea del nuovo nazismo morbido, ma, con i dovuti limiti e collegamenti, ho provato a dare una idea del compito che spetta agli anticapitalisti.

 

Note:

 

1) Si veda l’articolo ‘’Karol Woytila: da Hitler a Bush’’ pubblicato nel blog marxismo libertario e nel blog Bentornata Bandiera Rossa

 

STEFANO ZACCHINELLI

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