Le democrazie manipolate dal dopoguerra ad oggi di Stefano Zacchinelli

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Le democrazie manipolate dal dopoguerra ad oggi di S. Zecchinelli

 

 

1. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul segreto; l’Italia è una Repubblica democratica canonizzata dai segreti: segreti di stato.

Il neonato sistema repubblicano nasce fra le macerie della Strage di Portella delle Ginestre, il primo maggio 1947, attraverserà il piombo di Scelba e Tambroni, fino a giungere alla resa dei conti successiva alle mobilitazioni studentesche del 1968. 

La storia dello stragismo in Italia riguarda il rapporto che intercorreva fra centri di potere interni al nostro territorio e paesi come la Spagna Franchista, il regime dei colonnelli in Grecia e il governo centrale di Washington.  Si avvicinava a seguito delle lotte di fine anni ’60 il periodo della strategia della tensione.  Questa definizione viene solitamente analizzata in modo molto grossolano dalla storiografia ufficiale.  Siamo soliti affermare che la ratio della strategia della tensione è di mandare in crisi governi democratici attraverso attentati terroristici; questo avrebbe aumentato la richiesta di sicurezza da parte delle classi, portando all’instaurazione di dittature militari.

Questa definizione è molto parziale; prendiamo in esame il maccartismo.  Il maccartismo è un atteggiamento anticomunista che caratterizzò gli Stati Uniti nel periodo successivo la fine della seconda guerra mondiale.  Il senatore repubblicano Mc Carty riuscì ad avere il controllo dei mezzi di comunicazione instaurando un clima di panico e tensione.  In quel periodo del resto i teorici repubblicani e democratici avanzarono la teoria del dominio secondo la quale se una nazione era comunista le nazioni vicine sarebbero progressivamente diventata comuniste anche loro.  Chomsky contrappose a quest’analisi la “minaccia del buon esempio’’.  Secondo Chomsky la vera minaccia è che un paese socialista davvero riuscisse a rappresentare un modello sociale alternativo e allora tutti gli altri paesi avrebbero seguito il suo esempio; questo spiega l’intervento militare americano a Cuba, in Vietnam e nell’America Latina.

Un ordine mondiale basato sulla fuga del capitale finanziario non può permettere che qualche pezzo si stacchi e allora interviene con la forza.  Quindi capiamo perché Kissinger ha ritenuto il Cile come un virus che avrebbe potuto contagiare altri paesi e i suoi effetti sarebbero potuti arrivare fino in Italia.  Tutto questo naturalmente doveva essere dato in pasto all’americano medio che avrebbe mangiato la “teoria della mela marcia’’ o ’teoria del domino’’.  In questo caso lo strumento mediatico ha un ruolo fondamentale, non in rapporto a un’involuzione democratica, ma per rafforzare i grandi partiti centristi che eseguono gli ordini dell’elite economiche.  Questa breve analisi cerca di fare un po’ di chiarezza su alcune formule utilizzate in modo superficiale dalla nostra storiografia. 

Torniamo in Italia.  Nel febbraio 1969 arriva a Roma il neoeletto presidente nordamericano Richard Nixon, accompagnato da Henry Kissinger; questi incontrarono il Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat.  Saragat affermò che il PCI si fingeva un Partito Socialista lontano da Mosca, da cui Berlinguer aveva fatto lo strappo nel 1968, ma questa era solo una situazione di facciata.  Secondo l’allora Capo dello Stato il PCI voleva poter denunciare la NATO rendendo l’Italia neutrale e poi riallinearla con Mosca. 

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.  Terminata la guerra Togliatti si attenne alle disposizioni di Yalta e quindi alla ripartizione delle zone d’influenza fra le tre super-potenze vincitrici; gli accordi di Yalta prevedevano che l’Italia entrasse a far parte della NATO.  Il PCI era una sorta di mostro a due teste che riuniva il peggio della socialdemocratica e il peggio dello stalinismo.  Il partito aveva finalità esclusivamente elettoralistiche, quindi come le altre socialdemocrazie europee era un partito borghese e di governo; da un punto di vista della struttura interna, invece, restava privo di pluralismo.  Attraversò fra mille contraddizione la destalinizzazione del 1956 -questa era un modo per scaricare su una persona sola, Stalin, le cause della burocratizzazione-, arrivando alla fine degli anni ’60 ad una presunta svolta.

Nel 1969 Berlinguer guidò una delegazione del partito a Mosca ai lavori della Conferenza internazionale dei partiti comunisti; in quest’occasione si scontrò con Breznev per l’invasione della Cecoslovacchia e prese le difese degli “stalinisti’’ cinesi.  In realtà Berlinguer cercava nuovi centri di potere a cui appoggiarsi e aveva intuito che la Cina poteva essere una potenza emergente.  Lo strappo da Mosca, che non ha messo fine ai rubli che il PCI “buono’’continuava a prendere dal Cremlino, è stata una delle tante storielle degli stalinisti italiani. 

In questo scenario Saragat avanza le sue richieste a Nixon.  Saragat, si pone come alternativa politica accanto la Democrazia Cristiana, rendendo noto a Nixon la sua preoccupazione per la presenza di frange di estrema sinistra sia all’interno della DC sia all’interno del PSI.  Nel luglio 1969 il primo Governo Rumor cade e poco dopo nasce un nuovo Governo Rumor, con Moro agli Esteri al posto di Nenni.  Saragat invoca l’aiuto di Nixon per proteggere l’Italia dal pericolo sovietico. 

In questo scenario particolare ci sarà il Congresso del PCI nel febbraio 1969; con questo Congresso doveva iniziare il processo di democratizzazione del partito ormai pronto a condividere responsabilità di potere all’interno del governo di centro sinistra subentrando al posto delle forze socialdemocratiche.  Questo Saragat non poteva permetterlo ed elaborò un piano volto a spostare a destra l’orientamento governativo.  Il piano di Saragat si prefigge: la ricostituzione del Partito Socialdemocratico, la crisi del governo e la sua caduta, le elezioni anticipate in un clima di crociata anticomunista e pone uno scenario di governo senza forze socialiste e con la presenza del Partito Liberale.  Inoltre il Partito Socialista Unificato avrebbe dovuto subire una scissione con la conseguente rinascita del Partito Socialdemocratico guidato da Mario Tanassi esponente della destra atlantica. 

Tutto questo si sposava con i programmi della destra eversiva.  All’interno della destra extraparlamentare abbiamo, infatti, nel 1968 un svolta importante, quando la cellula veneta di Ordine Nuovo confluisce nell’organizzazione neonazista di Avanguardia Nazionale e il suo leader Pino Rauti decide di rientrare nell’MSI, perché coll’avvento della segreteria Almirante era il momento di continuare la battaglia all’interno del Parlamento. 

Il Movimento Sociale Italiano non era un partito di nostalgici di Salò, ma una forza atlantica nata con delle finalità molto precise.  Questa formazione politica aveva il compito di controllare i vari gruppi post-fascisti disinnescandoli nel momento in cui la struttura economica richiedeva una certa stasi sociale.  I suoi dirigenti potevano fare la voce grossa in piazza ma in sede governativa erano sempre ricattabili.  Questo è il motivo “canonico’’ che portò alla nascita dell’MSI; c’è un’altra ragione ben poco conosciuta.  Le forze atlantiche si preoccuparono di una possibile frana a sinistra dei giovani aderenti alla Repubblica Sociale di Salò.  Pensiamo alla rivista Pensiero Nazionale di Stanis Ruinas finanziata direttamente da Togliatti; i fascisti rossi, quelli che si rifacevano alle idee di Nicola Bombacci, erano pronti a unirsi ai “fratelli’’ stalinisti. Bisognava fermare tutto questo concedendo loro un  partito che affermava di essere in continuità con quella produzione “ideologica’’.  All’interno dell’MSI, in seguito, si formarono correnti di “inistra’’ come quella di Beppe Niccolai che cercarono il dialogo con il Psi di Craxi, ma questo sarà oggetto d’analisi in altre sedi.

Avanguardia Nazionale era pronta a sfruttare la politica di Saragat esasperando lo scontro fra il movimento operaio e le forze anticomuniste, per poi tramite un’azione mirata arrivare al Colpo di Stato.  Nel 1969 i servizi segreti inglesi intercettarono un messaggio (Protocollato Y00 A47) firmato Michael Kottakis, Direttore Generale del Ministero degli Interni, indirizzato all’ambasciatore greco Antoine Poumpouras, dove chiedeva se era possibile effettuare in Italia un colpo di stato alla greca seppur nel rispetto delle condizioni economiche e politiche di quel paese.  Questi documenti furono pubblicati dall’Observer inglese.(1)  Si prepara il terreno che nella notte del 12 dicembre 1969 porterà all’esplosione della bomba davanti Banca dell’Agricoltura a Piazza Fontana. 

Il vertice Saragat-Nixon-Kissinger ora si poteva pienamente realizzare.  Il Presidente del Consiglio Rumor avrebbe dovuto sciogliere anticipatamente le Camere, affidare il Ministero dell’Interno a un militare e proclamare lo stato d’eccezione; la democrazia rappresentativa sarebbe diventata una dittatura militare.  L’obiettivo che mi sono posto è quello di descrivere un espediente tattico che avrebbe portato ad un colpo di Stato.  L’Observer inglese pubblicherà i nomi degli attentatori e Rumor decise di non sciogliere le Camere; Aldo Moro costrinse Saragat a rinunciare al suo piano liberticida concedendogli di falsare le indagini che poi avrebbero portato all’imputazione degli anarchici di Milano.  Diciamo che quello che avvenne in seguito è una storia più o meno conosciuta per ciò che riguarda le versione ufficiali.  Ripartendo da quest’analisi cercherò,molto brevemente,di ricostruire la ratio dei colpi di stato,andando poi ad analizzare, molto brevemente, i dispositivi totalizzanti odierni.

2. Il termine “colpo di stato’’ viene utilizzato per la prima volta dall’autore libertino francese del ’700 Gabriel Naudè.  Naudè afferma che il colpo di stato è un atto improvviso e violento tramite il quale si estende la propria forza in determinate circostanze.  Quindi capiamo che questo non necessariamente è esterno al potere costituito; diventa necessaria una breve analisi di carattere giuridico. 

Gli interventi riguardanti l’ordinamento giuridico possono essere di tre tipi: 1) riforme macrosistemiche, 2) riforme sistemiche, 3) riforme microsistemiche.  Prenderemo brevemente in esame le riforme macrosistemiche. 

Con le riforme macrosistemiche il corpo politico cambia nettamente l’assetto costituzionale; sia chiaro è un cambiamento che viene dall’alto.  Il governo legittimo impugna la Costituzione e ne rovescia il contenuto.  Carl Schmitt, uno dei massimi filosofi del diritto del’900, afferma nella sua Teologia Politica che “sovrano è chi proclama lo stato d’eccezione’’.  Il colpo di stato è fatto dal politico che concentrando nelle sue mani il potere garantisce l’ordine sociale.  Lo Stato democratico dovrebbe essere ben altra cosa a partire dalla Costituzione fondata sul principio di separazione dei poteri.  In realtà le elite hanno elaborato nuovi modi per far venire meno la sovranità del popolo. 

Farò chiarezza su un avvenimento che considero di particolare importanza.  Nel 1993 Peter Eigen fonda a Berlino Transparency International un’organizzazione che si occupa di portare la competitività nel mondo.  Le fasi che portarono alla nascita della T.I sono essenzialmente tre: 1) la fase d’incubazione (1984-1989), 2) la fase organizzativa (1989-1993) e 3) la nascita ufficiale (1993).  Le origini di T.I risalgono ad alcuni incontri promossi nel 1984 dal principe Filippo duca di Edimburgo, consorte della regina Elisabetta d’Inghilterra con esponenti delle tre maggiori religioni monoteiste: cattolica, ebraica e islamica.  Questi incontri avevano lo scopo di costituire un codice etico inter-religioso per International Businnes, formulato alla luce delle tradizioni religiose.  Pensiamo alla Teologia del capitalismo: un percorso di produzione ideologica che parte da Locke e arriva fino all’ultima enciclica del Papa Benedetto XVI.  Eigen in seguito porrà il problema di combattere la corruzione all’interno dei governi; per fare questo era necessario far venire meno la sovranità nazionale attraverso organismi di controllo sovranazionale. 

La tecnica del Colpo di Stato di Peter Eigen mira a sostituire il governo legittimo, eletto dal popolo attraverso l’elezioni democratiche, con un potere esterno.  Se noi pensiamo alla struttura degli organi comunitari capiamo l’importanza di tutto questo; il potere legislativo non viene esercitato dal Parlamento Europeo, ma dalle Commissioni che prendono il posto degli esecutivi nazionali. Queste presentano una ripartizione interna che fa si che il potere sia esercitato da gruppi di burocrati a noi del tutto sconosciuti, l’Italia è rappresentata da una certa Commissione 133 … Qualche lettore ne ha mai sentito parlare?  Peter Eigen dice che in questo contesto devono assumere grande importanza organi moralizzanti come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.  Mi sembra ovvio! Nel momento in cui con il signoraggio bancario le banconote vengono prodotte dalle banche, queste possono far collassare economicamente un paese che non risponde alle loro disposizioni.  In Italia T.I è stata fondata il 20 gennaio 1997, presso la Camera del Commercio di Milano; i protagonisti del congresso di fondazione erano Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo che sono stati fra gli eroi di Mani Pulite. 

La presenza della Lega Nord nel T.I è molto forte infatti l’attuale Presidente è Teresa Brassiolo consigliere comunale della Lega Nord a Milano.  Non bisogna farsi trarre in inganno da una certa fraseologia politica; la Lega Nord è un partito assolutamente europeista.  Le politiche regionaliste servono proprio a dilatare la sovranità nazionale,compresa la Costituzione che dovrebbe determinare il DNA di un sistema sociale; le Costituzioni dei paesi membri della Comunità Europea sono state sostanzialmente abrogate con il Trattato di Lisbona.  Il Capitale Finanziario ha bisogno di dividere e questo processo di liquefazione della sovrastruttura passa anche attraverso provvedimenti legislativi come le gabbie salariali; provvedimento che si sposa alla perfezione con l’esigenze dell’imperialismo europeo.  I cittadini devono diventare dei corpi apatici che galleggiano in un mondo liquido; questi sono i dispositivi totalizzanti che vengono ora adottati dalle destre economiche. 

Il distacco che si è creato fra la società civile e la società politica, la morfinizzazione intellettuale dei membri del corpo sociale - in rapporto alla cultura della visibilità e alla società dei consumi - sono le nuove armi delle destre economiche.  Fino a qualche decennio fa parlavamo d’involuzione democratica, d’instaurazione di uno stato autoritario; volendo utilizzare termini marxisti d’irrigidimento della sovrastruttura.  La vera involuzione non è più politica ma umana; all’uomo politico, il cittadino e partigiano di cui parlava Gramsci, si sostituisce l’uomo qualunque, simbolo del deserto culturale odierno. 

Nel 1973 nasce la Commissione Trilaterale a cui prenderanno parte i massimi esponenti dell’imperialismo americano, europeo e giapponese.  In continuità con il Memorandum di Lewis Powell del 1971 - una sorta di Manifesto delle destre economiche - la Commissione Trilaterale scrive un nuovo documento intitolato “The Crisis of Democracy’’.  Citerò ora la parte iniziale di questo documento: “La storia del successo della democrazia … sta nell’assimilazione di grosse fette della popolazione all’interno dei valori, atteggiamenti e modelli di consumo della classe media’’.  Abbiamo quindi un processo di normalizzazione culturale. 

Il documento ancora afferma “Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (prima degli anni ’60 nda) ogni società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-democratico, ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare “bene’’.  La democrazia per funzionare aveva bisogno che il potere fosse ben saldo nelle mani dell’elite.  Dice bene Marcuse quando afferma che le nuove democrazie liberali non hanno bisogno d’irrigidire la sovrastruttura (quindi di ricorrere al fascismo) per attivare dei dispositivi totalizzanti che di fatto annullano il singolo individuo.  Le destre economiche hanno capito che dovevano passare dall’esercizio del dominio all’egemonia culturale, rendendo amorfa la società civile, inglobando all’interno dei meccanismi sistemici i partiti e i sindacati di sinistra; dovevano fermare la storia.  Con quest’articolo ho cercato di dare qualche spunto di riflessione su come le destre economiche mantengono bel saldo il potere nelle loro mani; sono partito con l’analizzare i colpi di stato militari (riportando un esempio che ha riguardato il nostro paese), fino ad arrivare agli attuali metodi di controllo delle masse.  Sicuramente la mia analisi è incompleta ma spero che possa fornire qualche spunto di riflessione al lettore che intende approfondire questi argomenti.  La battaglia contro le destre economiche, contro questi mostri che stanno distruggendo le nostre vite, è prima di tutto una lotta per l’alfabetizzazione delle masse.  Marx nei “Manoscritti economico-filosofici del 1844’’ afferma “L’animale costruisce soltanto secondo la misura e il bisogno della specie, a cui appartiene, mentre l’uomo sa produrre secondo la misura di ogni specie e sa ovunque predisporre la misura inerente a quel determinato oggetto; quindi l’uomo costruisce anche secondo le leggi di bellezza...  Questa frase di Marx contiene tutto il valore umano di una prospettiva socialista; bisogna insegnare alle gente che cos’è la bellezza, quella vera, perché solo così potremo vincere l’alienazione e l’incivilimento di questa società capitalistica.

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